E anche nei nostri quartieri
Nei giorni 19, 20 e 21 febbraio prossimi, arriva a Torino AnthroDay 2026, una tre giorni di iniziative (conferenze, laboratori, passeggiate, dibattiti…) che vogliono portare la disciplina dell’antropologia fuori dalle aule dell’Università. I nostri quartieri, di Torino Nord, saranno al centro di queste attività.
Che cos’è l’AnthroDay?
L’AnthroDay è un evento di antropologia pubblica che porta la ricerca antropologica fuori dalle aule universitarie per incontrare la cittadinanza nei luoghi della vita quotidiana. Nato nel 2022 da un’iniziativa dell’Università di Milano-Bicocca, l’AnthroDay si propone di far dialogare antropologi, ricercatori, associazioni e cittadini attorno ai temi che attraversano il nostro tempo.
L’edizione 2026 si svolgerà dal 19 febbraio al 7 marzo in tre città;Milano, Torino e Roma. Nella capitale subalpina, dal 19 al 21 febbraio, è previsto un programma ricchissimo: oltre 40 eventi tra passeggiate etnografiche, laboratori, incontri, proiezioni e performance distribuiti in tutta la città. Il tema scelto quest’anno è¨ “VIAVAI VAIVIA: mobilità, residenza, confinamenti”, un’occasione per riflettere su come ci muoviamo, dove ci fermiamo e quali confini “materiali e simbolici” attraversiamo o subiamo ogni giorno.
L’iniziativa è organizzata dall’Università di Milano-Bicocca in collaborazione con l’Università di Torino e decine di realtà associative, culturali e sociali del territorio. L’obiettivo è rendere l’antropologia uno strumento accessibile a tutti per comprendere meglio la complessità della società contemporanea.
Un programma che coinvolge tutta la città
L’AnthroDay 2026 propone complessivamente oltre 40 eventi distribuiti in tre giorni, con laboratori, proiezioni, performance e incontri che coinvolgono scuole, associazioni, centri culturali e spazi pubblici. La festa finale si terrà sabato sera da Antro, in largo Saluzzo, con la proiezione dei documentari realizzati per l’edizione 2025 e un momento conviviale aperto a tutti.
“L’antropologia esce dalle aule universitarie e si fa pubblica”, spiegano gli organizzatori, “per incontrare le persone nei luoghi dove vivono, lavorano, si muovono. Perchè è proprio lì, nelle strade, nei mercati, negli spazi di incontro quotidiano, che si costruiscono le storie che meritano di essere raccontate”.
AnthroDay nei quartieri Nord: le nostre storie al centro
È proprio nei quartieri Nord (Porta Palazzo, Aurora e Barriera) che l’AnthroDay 2026 trova terreno fertile per raccontare storie di mobilità, confini e convivenza. I nostri quartieri si confermano laboratori privilegiati per osservare come le persone si muovono, si fermano, costruiscono casa in una città in continua trasformazione.
Porta Palazzo, il mercato come crocevia di culture
Sabato 21 febbraio alle 10 del mattino, alle Porte Palatine, partirà “Migrantour Porta Palazzo. Speciale Anthroday!”, una passeggiata interculturale che esplorerà i confini materiali, sociali ed economici del nostro mercato storico. L’iniziativa, organizzata da Viaggi Solidali in collaborazione con l’Ufficio Pastorale Migranti e l’Università di Torino, non sarà una semplice visita turistica: i partecipanti raccoglieranno suoni, immagini e parole per costruire una mappa partecipata, narrativa e sensoriale di Porta Palazzo.
“Chi può accedere, sostare, abitare o transitare in certi luoghi?”, si chiederanno i partecipanti accompagnati da cittadini con background migratorio che da anni guidano questi itinerari interculturali. La passeggiata si concluderà con un workshop per elaborare collettivamente quanto raccolto.
Sempre sabato pomeriggio, alle 15, un altro itinerario partirà dal Museo di Arte Orientale per attraversare Borgo Dora, nel cuore di Porta Palazzo. “Itinerario di Fiumi di Culture tra centro e periferia” collegherà l’Oriente delle collezioni museali con quello dei migranti che oggi popolano questa periferia che lambisce il centro storico. Dalle storie dei canali a quella dell’immigrazione marocchina, dalle ghiacciaie ottocentesche all’attivismo delle associazioni cinesi: un viaggio nel tempo e nello spazio per scoprire un quartiere stratificato e in continuo movimento.
Non è un caso che proprio a Porta Palazzo si concentri l’attenzione dell’AnthroDay. Il mercato più grande d’Europa è da sempre punto di arrivo e di partenza, luogo dove si intrecciano lingue, merci e storie provenienti da tutto il mondo. E nel 2026 ricorre un anniversario importante: i 100 anni dall’inizio della migrazione cinese a Torino, che sarà celebrato giovedì 19 febbraio con il laboratorio “A cavallo tra culture” presso l’Associazione ZHISONG in via San Giovanni Battista la Salle.
Aurora, la strada come spazio di mediazione
Il quartiere Aurora sarà protagonista sabato 21 febbraio alle 15 con “La strada: un luogo, uno spazio in movimento”, passeggiata etnografica che partirà dal Mercato Centrale di piazza della Repubblica. I mediatori sociali dell’Associazione Mosaico guideranno i partecipanti offrendo il proprio sguardo di chi, nella mediazione di strada, costruisce quotidianamente legami e affronta conflitti.
“La strada diventa soglia e spazio liminale, dove marginalità e centro si incontrano”, spiegano gli organizzatori. Berthin Nzonza, direttore dell’Associazione Mosaico, insieme ai mediatori Lamine Sidi Mamane, Tracy Diego e Djigui Tounkara, mostrerà come la strada sia molto più di un semplice luogo di passaggio: è lo spazio dove si rendono visibili le traiettorie di vita e i percorsi di inclusione sociale delle persone migranti.
L’evento è pensato come un’esperienza di mediazione sociale in movimento, aperta alla cittadinanza, per comprendere come si vive e si attraversa un quartiere complesso come Aurora, dove la convivenza tra differenze è una sfida quotidiana ma anche ricchezza inestimabile.
Storie che attraversano i nostri quartieri
Altri eventi dell’AnthroDay raccontano storie che riguardano da vicino la vita dei quartieri popolari. Giovedì 19 febbraio alle 16.30 da Jigeenyi in via Borgo Dora, si terrà l’incontro “Ex Moi: Storie di una casa occupata”, dove ex abitanti e attivisti condivideranno racconti, immagini e oggetti dell’occupazione che dal 2013 al 2019 ha rappresentato un punto di riferimento per centinaia di migranti.
Seedy Ceesay, cuoco di Jigeenyi ed ex abitante dell’ex Moi, dialogherà con studenti dell’Università di Torino per complessificare l’immaginario delle occupazioni e riflettere sulle politiche abitative. Un tema che tocca da vicino i nostri quartieri, dove la questione casa resta urgente e spesso invisibile.
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INFO UTILI
Per la maggior parte degli eventi l’iscrizione è obbligatoria.
Per “Migrantour Porta Palazzo” scrivere entro giovedì 19 febbraio a: rosinachiurazzi@viaggisolidali.it.
Per “La strada: un luogo, uno spazio in movimento” iscriversi tramite il form Google disponibile sul sito dell’Associazione Mosaico.
– Per informazioni scrivere a: mosaico@mosaicorefugees.org
Per “Itinerario di Fiumi di Culture” prenotarsi su Eventbrite entro il 20 febbraio.
– Per informazioni scrivere a: info@vivoin.it
– Massimo 30 partecipanti
Programma completo su: anthrodaymilano.formazione.unimib.it

